Il container marittimo come motore della globalizzazione.

 

Fatti e curiosità di un’invenzione che ha rivoluzionato il trasporto e il commercio

Pur essendo solo una semplice scatola di metallo, ha trasformato il commercio globale. E’ quanto ha affermato, già nel 2013, The Economist in un suo articolo. Il container infatti è visto come il motore della globalizzazione, la sua invenzione ha avuto un impatto inestimabile sul mondo del trasporto e del commercio, più di tutti i negoziati commerciali degli ultimi 60 anni messi insieme. 

La rivoluzione

Prima della sua nascita le merci venivano caricate manualmente su navi cargo, richiedendo fino a tre settimane per completare le operazioni di scarico e carico. Con la sua introduzione il panorama delle spedizioni internazionali ha avuto un’accelerazione a dir poco unica. 

Per risalire all’inventore del container dobbiamo tornare al 1956, anno in cui l’imprenditore americano Malcom McLean e l’ingegnere Keith Tantlinger collaborano per creare il primo container marittimo al mondo. 

Questa invenzione, standardizzata nel 1967 da ISO (The International Standard Organization), ha portato a una ristrutturazione di tutti i sistemi logistici e alla loro riprogettazione, studiata in base alle dimensioni di queste “scatole”.

L’intermodalità

Il sistema di containerizzazione ha rivoluzionato non solo il trasporto marittimo, ma anche le reti ferroviarie, i porti e le città in tutto il mondo. Nasce così il termine “trasporto intermodale” per spiegare una modalità di trasporto che utilizza unità di carico standardizzate che possono essere facilmente spostate da navi a camion o treni per essere portate a destinazione. Questa connessione facilitata strada-ferrovia-mare ha innescato il crollo dei costi di spedizione rendendo più conveniente la produzione di merci a livello globale, migliorando di conseguenza la produttività e la capacità di rispondere alle aspettative dei clienti.

Tra gli aspetti più rilevanti figura la sicurezza dei container, prioritaria per le aziende; questi ultimi infatti sono costruiti con materiali resistenti, chiusi e sigillati per resistere alle condizioni estreme, come freddo, caldo, sole e pioggia, al fine di proteggere il carico. Ogni container inoltre è identificato da un numero di serie composto da un prefisso di quattro lettere e un numero di sette cifre per fornire tutte le informazioni necessarie e essere tracciato. Se vuoi sapere di più sul registro internazionale dei codici identificativi della proprietà dei container, guarda www.bic-code.org.

La versatilità

Con una durata di oltre 25 anni, se curate correttamente, queste “scatole” sono l’ultimo bene sostenibile a entrare nell’economia circolare: la loro versatilità anche dopo il loro utilizzo nel trasporto, è ampiamente dimostrata e testata; molte di queste strutture infatti sono state trasformate in negozi, ristoranti, uffici, piscine, aule scolastiche e spazi per il vertical farming.

Nel tempo i container, nati con uno standard dimensionale ed un obiettivo ben preciso, si sono evoluti rispondendo all’esigenza di trasportare merci di diverse tipologie e condizioni. Sono nati i container frigo che garantiscono un trasporto a temperatura controllata, così come gli open top ovvero container coperti da teloni per essere caricati dall’alto. Oggi il container e più in generale le unità di carico intermodale possono essere personalizzate sulla base delle esigenze dei clienti e dei loro settori.

Nello sviluppo di questo straordinario e rivoluzionario mezzo ha contato molto anche l’origine anglo sassone che per anni ha determinato le dimensioni interne al container senza tenere conto ad esempio dello standard europeo dei pallet (EPAL) riducendo in alcuni casi la capacità di carico rispetto a quella di un automezzo telonato. Ancora oggi il cosiddetto container iso standard marittimo ha delle dimensioni leggermente diverse dal container o cassa intermodale usato per il trasporto terrestre su gomma o treno.

Anche i materiali di costruzione continuano ad evolvere soprattutto per quanto riguarda il fondo o le vernici utilizzate per proteggere la vita operativa in ogni condizione di utilizzo. 

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